Ti trovi in:Archivio»1AG -Per non dimenticare

Archivio

Ricerca per tag

29/01/2015

1AG -Per non dimenticare

auschwitz 2

Auschwitz

Si è fatto memoria dei 70 anni della fine del campo di concentramento di Auschwitz. Chi vi è passato, anche solo per una visita, si porta dentro scorci che non si possono mai più dimenticare, ed emozioni che segnano il cuore. In due occasioni sono passato da Auschwitz-Birkenau, una prima volta con una visita guidata e più recentemente con un gruppo di catecheti europei abbiamo celebrato e vissuto in quel luogo che ancora odora di morte una cruda Via Crucis. Insieme al carro ferroviario che ricorda i numerosi treni giunti con i prigionieri, e alle rotaie che in questa parte di terra si perdono, si mischiano queste parole di Primo Levi, scrittore ebreo deportato in questo campo: “L’Uomo, tu uomo, sei stato capace di far questo; la civiltà di cui ti vanti è una patina, una veste: viene un falso profeta, te la strappa di dosso, e tu nudo sei un mostro, il più crudele degli animali”.

Auschwitz-Birkenau

Che cosa ha fatto l’uomo?

Per ragioni logistiche e grazie a una rete ferroviaria sviluppata che permetteva facili collegamenti con gli altri Paesi, alla fine del 1939 i nazisti decisero di utilizzare la struttura di una vecchia caserma in un quartiere di Auschwitz per aprire il primo campo di concentramento e risolvere "il problema dell’affollamento" delle prigioni in Slesia. Aperto nell’aprile del 1940, il campo vide arrivare i primi detenuti - prigionieri politici polacchi - il 14 giugno. Nel 1941 il campo fu allargato con la costruzione di Birkenau, fino a diventare, nel 1943, una vera e propria "fabbrica della morte". Degli 1,1 milioni di persone che vi persero la vita, il 90% erano ebrei deportati dalla Polonia e da altri Paesi d’Europa. La fine dei lager e la liberazione dei prigionieri arrivò solo nel 1945, quando la Seconda Guerra mondiale volgeva al termine, perché le forze alleate, pur sapendo dell’esistenza dei campi, diedero priorità alla vittoria della guerra contro Hitler. La liberazione del campo avvenne il 27 gennaio 1945 ad opera dei soldati dell’Armata Rossa.

 

La forza della memoriaauschwitz-survivors-1-

Il ricordo della tragedia dei lager può servire la causa della pace perchè il futuro di tutti i popoli non sia più segnato dal disprezzo della vita e della dignità dell’uomo. Era difficile sopravvivere in quell'inferno. Qualcuno ce la fece, la maggior parte vi perse la vita. La loro colpa? Essere ebrei. Episodi di antisemitismo continuano a manifestarsi nel mondo e ci pongono di fronte a nuove sfide. Oltre ad una condanna univoca e netta degli atti antisemiti e della loro matrice ideologica, serve proseguire una battaglia culturale contro tutte le intolleranze per favorire il rispetto delle identità religiose. Qualcuno può dire: “sono troppo giovane per capire e per agire”, ma chi è abbastanza cresciuto non può restare indifferente e sentirsi estraneo. Il tempo non indebolisce un contenuto che rimane di straordinaria intensità e verità, questo sentiero doloroso del novecentoci racconta di corpi martoriati, di occhi spalancati dal terrore, di bambini derubati della loro spensieratezza.

Rinaldo Paganelli