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19/12/2014

1AG - Hanno per tetto il cielo

Pubblicazione 1Persone evitate

Si avvicina il natale, nelle città europee avanza il freddo e il pensiero va a chi non ha una casa. I senza dimora non costituiscono una categoria sociale speciale. Non sono una fatalità. Sono la conseguenza della spietata organizzazione della società del profitto. Sono vere vittime, di una società organizzata solo per alcuni, non per tutti. Sono vittime dell'organizzazione del lavoro creata solo per il profitto. La sofferenza più grande per i senza fissa dimora non è la mancanza di un letto per riposare o di un pezzo di pane, ma è l'umiliazione di essere evitati, di non avere nessuno che dia la buona notte. Di non essere considerati uomini, con una dignità e un ruolo proprio nella società. L'umiliazione della scocciatura visibile che provocano in coloro ai quali chiedono l'elemosina. L'umiliazione di ricevere una fetta di pane, anziché di essere invitati a mangiarla. L'umiliazione di dovere andare alla mensa dei poveri, quando gli altri non vanno a quella mensa perché sono ricchi. “I poveri sono quelli che non si vorrebbero” (don Mazzolari).

Mancanza di un domicilio2014-12-19bis senzatetto

Nelle nostre città vive un popolo marginale che non ha casa e fa della strada il proprio ambiente di vita: sono i «barboni»; forse è più romantico il termine francese «clochard», ma resta la realtà di una categoria sociale composita e difficile da delineare. Fino a ieri si chiamavano «senza fissa dimora», questo risultava all'anagrafe; oggi, semplicemente «senza dimora» perché il problema non è la stabilità di un domicilio, ma proprio la mancanza di un domicilio. Spesso si pensa al barbone come fosse un filosofo della vita, uno che ha scelto la piena libertà da ogni tipo di condizionamento, persino dalla famiglia e dalla casa. Probabilmente in anni passati si poteva parlare di scelta, per rifiuto della società, ma oggi è gente che non riesce a reinserirsi nella società né con il lavoro, né con la famiglia. È difficile risalire di lacerazione in lacerazione fino alla causa iniziale; c'è una concatenazione e ci sono eventi scatenanti che cadono su un terreno con problematiche che predispongono a crisi radicali. Legami familiari allentati o rotti, abuso di sostanze stupefacenti o alcol, violenza, sono presenti in tutti i senza dimora. È un intreccio in cui la casa non è causa scatenante e nemmeno soluzione unica al problema.

Presenti in ogni metropoli

2014-12-19ter senzatettoPer tutti la strada è molto violenta, ma le città della nostra terra sono sempre più popolate da chi ha per tetto il cielo. In Italia si calcola che le persone «senza casa» siano oltre 50 mila. Secondo la commissione delle Nazioni Unite sui Diritti Umani la stima di persone senzatetto nel mondo è di cento milioni. La statistica è sorprendente se paragonata allo stile di vita diffuso nelle zone benestanti, un problema ricorrente che sembra non trovare soluzione. Questa è una breve lista che racchiude le dieci città con il più alto tasso di persone senza dimora. Nell’elenco i primi posti sono occupati da due città negli Stati Uniti, dove il divario tra differenti ceti e la disuguaglianza sociale sembra aumentare. A San Paolo del Brasile sono 10.000 mila, a Budapest in Ungheria altri 10.000 mila, a Mumbai in India 25 mila persone ogni notte dorme per strada,circa 28.364 persone sono senza tetto a Jakarta. A causa delle recenti calamità naturali e alluvioni la popolazione senza fissa dimora è cresciuta notevolmente.Il numero di persone per le strade della capitale messicana varia dai 15.000 ai 30.000.La città di Los Angeles presenta una grande concentrazione di senzatetto. Attualmente ospita circa 57.737 persone senza fissa dimora, e a New York sono oltre 60.000. Ci sono circa 5 milioni di senzatetto in Russia.

 

Rinaldo Paganelli