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1AG - Proseguono i lavori sulle priorità della Congregazione - 1 giugno

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Iniziando la terza e ultima settimana in programma, i capitolari hanno continuato a lavorare sui temi e sulle priorità della Congregazione. Si tratta di un lavoro fondamentale, al fine di fornire degli orientamenti al nuovo Governo Generale per il futuro della Congregazione.

I piccoli gruppi di lavoro del mattino si sono concentrati sulla “vita fraterna in comunità.” Come già avvenuto per le discussioni di venerdì, i capitolari hanno cercato di individuare le fonti di ispirazione, gli impegni da assumere e i progetti concreti da realizzare sul tema. «Non possiamo solo continuare a scrivere testi belli, per poi vivere sulle nuvole», ha ricordato, infatti, uno dei delegati.

«La nostra prima missione è la comunità», ha dichiarato un altro capitolare. E, come per ogni missione, occorrono poi impegno e lavoro.

DSC 0453Il dialogo fraterno è essenziale per una vera esperienza comunitaria. I membri di una comunità devono fidarsi l’uno dell’altro, per affrontare la sfida di una sana vita fraterna che contempli, al contempo, uno spirito di misericordia verso gli altri.


Trasparenza e condivisione dei beni sono altre componenti vitali di una vita comunitaria sana. «Non è facile vivere lo spirito della cassa comune, ma è quello che siamo chiamati a fare come comunità religiosa e come dehoniani», ha detto un delegato. «Vivere un’autentica vita fraterna di comunità è una parte di ciò che siamo, non solo una componente della vita religiosa in generale».

Che cosa i dehoniani debbono fare per migliorare la vita fraterna in comunità? Uno degli impegni più importanti, citato da molti, è quello di dedicare semplicemente tempo alla fraternità. I dehoniani devono trovare il tempo l’uno per l’altro, per la comunità, per la singola entità nella quale sono inseriti. La Lectio Divina rimane un ottimo strumento di preghiera e di condivisione. Per costruire la comunità, è molto utile elaborare progetti comuni. Anche i ritiri e le giornate di riflessione devono essere considerati delle priorità.

Elemento costitutivo di tutte queste attività è la formazione. Non ci si può aspettare che uno viva davvero la vita fraterna in comunità, se non sa neppure cosa sia. Gli ideali della vita fraterna devono essere insegnati e continuamente ricordati, fin dai primi momenti della formazione. Il Centro Studi Dehoniani può divenire nella Congregazione una parte vitale di questo processo.DSC 0474


La formazione non finisce mai

Nel pomeriggio i capitolari si sono concentrati sulla formazione. La formazione è un processo che non finisce mai. I dehoniani hanno bisogno di formazione alla vita religiosa, ma anche specificamente sulla dottrina sociale, sull’interculturalità e sull’integrazione, e su come rendere il carisma dehoniano vivo e rilevante per il mondo di oggi.

«Abbiamo bisogno di formazione su come leggere i segni dei tempi», ha detto un delegato. «Ricordare l’immagine di p. Dehon con una Bibbia in una mano e un giornale nell’altra…».

Un gruppo ha suggerito che si organizzi una conferenza generale sulla dottrina sociale della Chiesa.

I capitolari hanno chiesto maggiore collaborazione nella formazione, coinvolgendo sempre di più le commissioni teologiche e il Centro Studi Dehoniani. Si vorrebbe anche l’istituzione di borse di studio. Si dovrebbero inoltre incoraggiare incontri internazionali e scambi di informazioni tra rettori, direttori scolastici e altri educatori. Le Ratio Formationis dovrebbero essere aggiornate.

I Dehoniani sono una comunità internazionale e interculturale. La formazione deve concentrarsi su questo. Devono essere promosse esperienze internazionali di studio e di formazione e tutti i confratelli dovrebbero cercare di imparare una seconda lingua. La collaborazione con i laici e la loro formazione è altresì importante.

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Una serata con la comunità di Sant’Egidio

In serata, un gruppo di circa 30 delegati del capitolo e dello staff ha visitato la comunità di Sant’Egidio, un movimento laicale iniziato a Roma nel 1968 e che conta più di 60.000 membri dediti all’evangelizzazione e alla carità. È presente in oltre 70 Paesi, fra i quali alcune aree in cui lavorano i dehoniani, tipo il Mozambico, dove la comunità si è battuta per l’accordo di pace che pose fine alla guerra civile del Paese. Molti dei membri dell’organizzazione hanno partecipato alla cerimonia dell’insediamento di p. Claudio Dalla Zuanna (ex vicario generale), come arcivescovo di Beira.

La comunità di Sant’Egidio ha invitato i dehoniani per una serata di preghiera a Santa Maria in Trastevere e per la cena.